L’attuale Palazzo è il risultato delle successive trasformazioni di un complesso architettonico le cui prime notizie risalgono al 1260, e che risulta edificato dalla famiglia Orsini.
Tra Trecento e Quattrocento, l’edificio si presentava come un fortilizio, in posizione eminente a guardia della valle dell’Aniene. Nella seconda metà del Quattrocento gli Orsini abbelliscono Vicovaro con il famoso tempietto ottagonale e la trasformazione del fortilizio in un palazzo di gusto rinascimentale, facendo anche decorare le sale con affreschi. Oggi di queste pitture restano tracce di fregi a ghirlande in una stanza, e soprattutto una parte di un ciclo di figure femminili in trono (probabilmente Virtù), sul lato lungo di un salone.
Nel 1692, per ragioni economiche, gli Orsini sono costretti a vendere il feudo di Vicovaro, che viene acquistato, assieme al titolo di principe, dal conte Paolo Bolognetti. Negli anni seguenti, la famiglia Bolognetti ristruttura completamente l’edificio, secondo un progetto dell’architetto Sebastiano Cipriani (allievo di Carlo Rainaldi), e il palazzo fungerà anche da centro dell’amministrazione agricola.
Della fortezza restano oggi il Maschio, la Rocca, resti dell’antica cinta muraria poligonale con quattro bastioni semicircolari in pietra, i volumi edificati verso l’Aniene e la cordonata di accesso con il maestoso portale marmoreo ad arco gotico, del Quattrocento, che fungeva da ingresso originario al palazzo-castello degli Orsini.
Ai Bolognetti si deve la trasformazione della facciata d’ingresso, come la vediamo oggi, e la costruzione del corpo di collegamento con la nuova Chiesa di San Pietro, su progetto di Girolamo Theodoli. Questo corpo di fabbrica ospitava le scuderie al piano terra, mentre al primo piano si trova il vasto “Salone dei Coretti”, decorato a tempera con immagini dei possedimenti della famiglia, che fungeva da raccordo tra la galleria del piano nobile e il Coro della chiesa.
I volumi dell’antica fortezza e della base di quella che doveva essere un’ulteriore possente struttura difensiva, vennero trasformati in giardino pensile e arancera, con roseti, alberi secolari e uno scalone decorativo a forma di gradonata, adatto alle rappresentazioni all’aperto.
Nel 1723, Virginio Cenci, erede dell’antica e ricca famiglia romana, sposa Marianna Bolognetti. In assenza di eredi maschi, loro figlio Girolamo aggiunse al proprio il cognome Bolognetti ereditando il titolo di Principe di Vicovaro e i beni della famiglia. Inizia così il casato Cenci-Bolognetti, i cui eredi sono ancora oggi i proprietari del complesso.
Il palazzo fu luogo di villeggiatura e ambito di ritrovo per la nobiltà romana e per molti intellettuali del tempo, vi si tenevano concerti, rappresentazioni teatrali e sontuosi banchetti.
Oggi, grazie all’impegno degli attuali discendenti, il Castello di Vicovaro è stato restaurato e viene aperto per cerimonie e manifestazioni.
Roma
Vicovaro
Aperto per eventi e visite culturali su prenotazione
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